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    27 augustus

    la terra dell'oro

     
    Da tanto aspetto che la notte finisca
    ma qui intorno a me
    solo acqua scura sciaborda la prua
    che da sola va via
    e qui dalla nave cerco la riva dov'è
    nuvole nere, cupe si affollano in me
    Dal sonno antico una mano
    mi sfiora leggera la fronte e poi
    sento lontano un gabbiano che canta paura paura
    e dalla mia nave vedo un bagliore cos'è
    forse una luce lì all'orizzonte dell'Est.

    Prendo il timone ed un vento
    che gonfia le vele ora s'alza
    ed un brivido lungo la schiena
    mi dice che l'ora è vicina
    e piano rischiara il cielo sopra di me
    la linea scura segna la terra a
    Nord-Est.

    La prua non fende più l'acqua
    la schiuma dietro non c'è.
    ma non è ferma la nave
    ora vola leggera da sè
    e il sole appare,
    splende anche dentro di me
    squilla un richiamo,
    ora capisco cos'è.

    Sulle scogliere di marmo
    infine io sono arrivato
    e lance e stendardi
    e armature
    e bianche le torri che toccano
    il cielo che c'è
    ora chiaro qui dentro di me
    più corpo non ho:
    ho trovato la Terra dell'Oro!

    Oh! Bianca Isola finalmente trovata
    riposerò, sotto i tuoi alberi d'argento
    respirerò profumi di primavera
    primavera del mondo e mia
    primavera bambina
    mi bagnerò dei tuoi laghi di cristallo
    oh, Bianca Isola
    nuoterò giorno e notte
    ed ogni bracciata tra sole e luna
    sarà un anno indietro nel tempo
    tornerò al tempo dei tempi
    a cantare con gli amici d'allora
    a cantare con gli amici di sempre.

    E alla fine riprenderò
    il mare, o Bianca Isola
    remerò
    con le lacrime agli occhi
    che al ritorno
    saranno un sorriso
    perchè io viva
    più forte di prima
    e più forte di prima
    riprenda
    a sfidare le stelle in città

     

    (Gabriele Marconi)

     


     

    20 augustus

    strani giorni

     
     
    In nineteen forty five I came to this planet
    Ascoltavo ieri sera un cantante, uno dei tanti,
    e avevo gli occhi gonfi di stupore nel sentire:
    "Il cielo azzurro appare limpido e regale"
    (il cielo a volte, invece, ha qualche cosa di infernale).
    Strani giorni, viviamo strani giorni.
    Cantava: sento rumori di swing provenire dal
    neolitico, dall'Olocene.
    Sento il suono di un violino e mi circondano
    l'alba e il mattino.
    Chi sa com'erano allora il Rio delle Amazzoni
    ed Alessandria la grande e le preghiere e
    l'amore? Chi sa com'era il colore?
    Mi lambivano suoni che coprirono rabbie
    e vendette di uomini con clave.
    Ma anche battaglie e massacri di uomini civili.
    L'uomo neozoico dell'era quaternaria.
    Strani giorni, viviamo strani giorni.
    Nella voce di un cantante,
    si rispecchia il sole,
    ogni amata ogni amante.
    Strani giorni, viviamo strani giorni. 
     
     
    Franco Battiato